ESCI DA QUESTO CORPO CHE ASPETTO OSPITI

Quello che stai pensando sono i tuoi pensieri? Sei cresciuto educato da papà e mamma, e, per un po’, tutto quello che dicevano loro era la verità. Poi hai visto i parenti, la scuola, la tv, la radio, i libri, la pubblicità, facebook, watsapp, la fidanzata, il fidanzato, il miglior amico, la migliore amica, l’altro migliore amico, l’altra migliore amica, la prima comitiva degli sballoni, la comitiva dei borghesi, quella dei comunisti, quella degli esoterici, i colleghi di lavoro, il tuo capo, i colleghi dell’altro lavoro, il gruppo di…

Tutte queste cose ti hanno posseduto. Prima ti hanno posseduto i tuoi genitori, poi, poco a poco, tutto ciò con cui sei venuto a contatto. I cristiani sono posseduti da Gesù, i musulmani da Maometto, i buddisti da Buddha, i pubblicitari bravi da Bernbach, i vegani dall’ideologia vegana…
Siamo camaleonti. Siamo spugne. Sempre e inconsapevolmente. In ogni istante della nostra vita.

Ora che lo sai, puoi scegliere. Da chi o da cosa vuoi essere posseduto?

LA PENSIONE E’ IL MIO INIZIO

Se passerò tutta la vita a reprimere i miei desideri e a fare quello che vogliono gli altri per me, quando morirò andrò in paradiso.
Se lavorerò tutta la vita come uno schiavo otto o dieci ore al giorno facendo un lavoro che non mi piace o di cui mi accontento, quando avrò settant’anni mi godrò la pensione.

Qualche anno fa:
Buskopan: ma tu vuoi fare il copywriter tutta la vita?
Amico copywriter: ma figurati, prima o poi mollerò e farò lo sceneggiatore o qualcosa del genere.

Qualche tempo fa:
Amico direttore creativo: sai cosa mi fa impazzire di piacere? Suonare la chitarra e cantare.

Poco tempo fa:
Buskopan: qual è la cosa che hai sempre sognato di fare o di essere?
Amica artista contemporanea: la scrittrice.

Una volta ho fatto un’opera sul tema della fiducia, che consisteva in un curriculum al futuro. Iniziava dal momento in cui lo scrivevo e finiva al momento della mia morte. verso il 2070. Negli ultimi anni della mia vita abitavo nella mia casa al mare a Cannatello ed ero una specie di filosofo. Insegnavo, scrivevo e facevo delle consulenze, visto la mia lunga esperienza di vita.

Forse dovremmo iniziare dalla fine. Come dicono i Daft Punk, citati da tutti i testi di storia della filosofia: “All ends with beginnings“.

BESTEMMIARE

Il papa ha detto che bisogna modificare il Padre Nostro dove dice “Non ci indurre in tentazione” perché Dio è buono e quindi non può indurre in tentazione.  E invece questa è la frase migliore di tutto il cristianesimo. Ti racconto precisamente perché.

Tanti anni fa non ho superato l’esame di Pedagogia perché mi avevano chiesto di parlare di un libro che non avevo studiato sperando che non me lo chiedessero. Vabbè, ma questo non c’entra.
Uscito dall’università chiamo mia madre e le dico che mi hanno mandato.
Mamma: “E’ la volontà di Dio.”
Buskopan: “Allora Dio è stronzo.”
Mamma: “…”

Capito? Se passa la frase “Non ci indurre in tentazione”, allora, visto che è Dio a indurre in tentazione, allora la bestemmia è giustificata. Se tutto è la volontà di Dio, come diceva Schopenhauer, allora possiamo prendercela con lui.
E invece il cristianesimo, e in particolare il cattolicesimo, per tanti motivi sacrosanti (perché tutto nel mondo è sacrosanto essendo davvero la volontà di Dio, anche il cattolicesimo) si è inventato la storia del libero arbitrio.
Cioè tutto il mondo è una catena di cause ed effetti, tranne l’uomo, che, nonostante la sua storia e tutti i traumi, le esperienze belle e brutte, nonostante i suoi geni, il suo quoziente intellettivo, nonostante tutta la sua educazione, nonostante tutte le sue cause e i suoi effetti che lo hanno fatto diventare ciò che è, può, in qualsiasi momento, indipendentemente da tutto ciò, scegliere liberamente.
Cioè, per la chiesa l’uomo è fatto come una penna che ho in mano e lascio cadere e lei può decidere di non cadere.

Se questa cosa del libero arbitrio esiste, allora una persona che fa il male (qualsiasi cosa questo significhi)  può essere punita perché è stata libera di farlo, nonostante la sua educazione. Non ha molto senso educarla, perché, al momento opportuno sarà di nuovo libera di fare di nuovo il male. Liberissima. Quindi la dannazione eterna è giustificata. La pena di morte è giustificata. La guerra è giustificata. L’odio è giustificato. Il mondo stesso diventa un criminale pieno di odio e di rancore.

Pensa se fosse vero invece che, se sono intollerante al lattosio e scelgo di non mangiare il gelato alla nocciola che mi piace tanto, lo faccio in realtà non perché ho il libero arbitrio, ma perché ho sperimentato nella mia vita che mi piace di più stare bene e divertirmi piuttosto che stare tutto il giorno in bagno. Se fosse vero che esiste la consapevolezza, e non il libero arbitrio. Se fosse vero che avendo la consapevolezza che tutto è causa ed effetto posso decidere di cambiare delle cause che sono in me per diventare chiunque voglio. Se fosse vero che anche questa consapevolezza è un prodotto di cause ed effetti che ho vissuto, della mia storia, e che la scelta di diventare qualcosa o qualcos’altro è sempre dettata da esperienze e convinzioni che mi sono fatto attraverso le mie esperienze. Se fosse vero che per tutto ciò che succede posso accusare o ringraziare solo Dio, questa volontà che fa tutto. Se fosse vero che posso perdonare tutto a tutti.  Che posso pensare che siamo tutti un po’ handicappati. Che tutti possiamo essere educati e non ha senso punirci perché abbiamo un ritardo mentale più o meno grave. Se fosse vero che possiamo amare tutto e tutti, anche Dio.

Nella mia religione personale, quella frase “Non ci indurre in tentazione” diventerebbe “Fai come vuoi, ti vogliamo bene lo stesso.”

 

 

DAMMI UN ATTIMO

C’è una ragazza che mi deve dare la conferma se ce la fa a venire a cena oppure no. Ho controllato il cellulare almeno 50 volte nelle ultime due ore.
L’obiettivo è: non sprecare tempo.
L’obiettivo è: trovare occupazioni per rendere piacevole questa serata, sia nel caso che venga sia nel caso che non venga.

Non riusciamo a pensare ad altro che a come procurarci il massimo piacere possibile. Siamo impegnati tutto il tempo in questi calcoli. Facciamo solo ed esclusivamente questo.

Marx diceva che l’economia è la base di tutto. Ma è un’economia interiore. Siamo fatti di ricerca della ricchezza. Ricchezza di piacere. In qualsiasi forma lo identifichiamo.

Per esempio, quanto mi piace scrivere.

STACHANOV

Io insegno psicologia in un liceo il lunedì, il venerdì e il sabato.
Oggi era martedì, ma ho deciso di andare a scuola lo stesso per sedermi in sala professori e fare le mie cose. Preparare la lezione per venerdì e leggere.

Ho conosciuto nuovi colleghi e colleghe e salutato colleghi e colleghe che già conoscevo. Creare un buon clima scolastico è molto importante.

Una collega che sa i miei orari mi chiede sbalordita che cosa ci faccio a scuola quel giorno. E io rispondo che sono invidioso della socializzazione di cui godono loro docenti full time. A un’altra rispondo che forse ho perso un libro a scuola e ne approfitto per lavorare un po’ lì. A un’altra dico che tanto non ho di meglio da fare e quindi torno anche domani.

Tutte queste ragioni sono vere. Proprio come sono vere tutte le ragioni che diciamo agli altri quando ci chiedono perché facciamo tutto ciò che facciamo quando siamo single.

SBADIGLIA ALLA VITA

Ci sono due tipi di persone:

1) Quelli che sin da piccoli vanno a messa, studiano, poi si laureano, comprano casa, si sposano, hanno figli, e cercano, ogni volta, in ognuna di queste cose, la felicità. Come un traguardo. Poi magari quando fanno i figli, che per Schopenhauer dovrebbe essere lo scopo della loro esistenza animale, visto che non c’è più niente da fare, pensano al potere, a candidarsi per qualcosa, a fare qualcosa per la società, qualcosa che li faccia sentire bene ai propri occhi e agli occhi degli altri. E aggiungono attività su attività. Aggiungiamo impegni su impegni. Altrimenti, se ti rimane un buco libero, finisci per pensare alla mancanza di senso di tutto questo accumulare di successi che alla fine si riassume soltanto in un continuo tentativo di distrazione dal fatto che stai per morire. Che lascerai tutto ciò. Tutti gli affetti e tutte le proprietà, e tutti gli onori e tutta la conoscenza. Ma questa categoria di persone è molto brava ad evitare di ascoltare questa verità. Non lo fanno apposta. Sono fatti così. Tra i vostri parenti ne trovate centinaia. Come mio padre, che quando gli faccio notare delle cose che lo costringerebbero a fare i conti con se stesso, cambia discorso in cento modi. E’ capace di uscire di casa all’improvviso pur di non affrontare tante questioni.

2) Poi ci sono quelli che invece, grazie a delle cose che sono loro accadute nella vita e che li hanno costretti ad aprire un po’ gli occhi, si accorgono che tutto questo è inutile. Che c’è qualcosa di più vero di tutto ciò. Che vedono come tutta questa distrazione continua non sia per nulla diversa da un sogno in cui una marionetta con una personalità e un ruolo fa le sue azioni. E siccome si accorgono, anche inconsciamente, che è proprio un sogno, si vogliono risvegliare. E pensano che risvegliarsi sia molto più importante di tutte quelle attività, molte delle quali bellissime. E allora, siccome forse il risveglio non coincide con la morte, questa gente usa tutte quelle attività allo scopo di sopravvivere in questa realtà nel frattempo che trovano il modo di risvegliarsi. Il piacere è necessario all’essere umano. Cibo, sesso, famiglia, e altri piaceri più o meno essenziali diventano uno strumento per dare a questo pupazzo quello che è necessario per farlo vivere bene e godere anche, mentre cercano il risveglio.

Ora, tu sicuramente penserai di far parte della seconda categoria. Ma purtroppo il 99% delle persone fa parte della prima categoria.
Quindi penserai di far parte dell’1%. Purtroppo il 99% di quelli che pensano di far parte dell’1% fa sempre parte della prima categoria.
E così via.
Ma puoi sempre provare a diventare presidente del consiglio. Anche a 81 anni.

POESIA

Oltre

Oltre i sogni
Oltre la vita
Troverai la tua canzone

Prima che il suono sia trovato chiudi i tuoi occhi
E sali più in alto, esperienza ancora senza fine
Alla terra dell’amore
Oltre l’amore
Vieni vivo
Occhio d’angelo
Che guarda per sempre te e me

Tu sei la notte, tu sei l’oceano
Tu sei la luce dietro la nuvola
Tu sei la fine e l’ìnizio
Un mondo in cui il tempo non è ammesso

Non c’è competizione
Per trovare la tua via per perdere il controllo
Ricorda – L’amore è la nostra unica missione
Questo è il viaggio dell’anima

La canzone perfetta è incorniciata dal silenzio
Parla di posti mai visti
La tua casa è una promessa a lungo dimenticata
E’ il luogo di nascita dei tuoi sogni

Come approcciare una ragazza

A scuola, al ricevimento dei genitori, c’era questa ragazza bellissima che mi fissava.

– Sarà la mamma divorziata di qualche studente? Però è troppo figa e sembra un po’ troppo giovane.

Ero imbarazzato. Ogni volta è la stessa storia. Migliaia di pensieri.

– Vado io? Aspetto che viene lei? Ma va, figurati se una donna va ad approcciare un uomo, al massimo ti guarda e aspetta che ci vai, se sei un vero uomo, altrimenti pazienza.

E io entravo in classe, facevo un colloquio con un genitore. Poi uscivo, facevo una telefonata mentre lei era seduta sulle scale facendo finta di stare li per caso. E ogni tanto gettava lo sguardo.

– Cosa si fa in queste situazioni?

Mi stavo innervosendo.

– Sono proprio un pappamolla.

Come quella volta al congresso o quell’altra al centro sociale. Ti guardano e aspettano.
Basta. Mi sono rotto i coglioni.
Mi avvicino. Sono di fronte a lei seduta sulle scale che alza lo sguardo. Non posso più tornare indietro. Apro la bocca. E glielo dico:

– “Scusa, che cazzo guardi?”

LA FILOSOFIA DI COSO

La filosofia è pura fantasia.
Uno si alza la mattina, si inventa una visione del mondo e dice che il mondo è fatto davvero così.
Come sto facendo io dicendo che le cose stanno così come le sto dicendo.
La filosofia inventa a cazzo. Anche se poi ognuno pensa che sta dicendo la verità sulle cose.
Tute ste filosofie inventate come opere d’arte.
Sette miliardi di filosofie.

 

CHE COS’E’ IL MONDO?

 
Che cos’è il mondo? Io non lo so davvero.
Ma proviamo qualche interpretazione.
 
Il mondo, per come la vedo io, è la nostra interpretazione di qualcosa che non è definibile.
Ognuno di noi si abitua, crescendo, a dare significato alle cose.
C’è un significato comune a tutti gli uomini e un significato totalmente diverso tra uomo e uomo.
Il primo significato è studiato dalla semiotica.
Sul secondo non ci capisce nessuno una mazza. Anche se tanti ne hanno parlato.

 

Il concetto che mi sembra più interessante qui è quello dell’inconoscibilità di ciò che stiamo osservando. Ciò che sta dietro alla nostra interpretazione è inconoscibile.
Noi vediamo soltanto ciò che i nostri sensi ci permettono di vedere, nella modalità in cui ci consentono di vederlo. E nulla più.
Tanto che è legittima la domanda se esista davvero qualcosa dietro a ciò che vediamo o se non siano i nostri sensi stessi a produrre ciò che vediamo, come mi sembra plausibile.
Nella kabbalah si dice che ciò che c’è dietro la nostra percezione è “Azmutò” ossia ciò di cui non è possibile parlare.
Questo potrebbe essere interpretato anche dicendo che la stessa percezione è tutto. E non si può parlare di qualcosa al di là della nostra percezione. E, attenzione, anche le percezioni spirituali o le comprensioni filosofiche o scientifiche rientrano nella percezione.

 

Quindi fuori di qui non c’è nulla.

 

Nella kabbalah si dice anche che “Non c’è nessuno tranne Lui”. E con “Lui”, cioè “Dio”, si intende la “Natura”, il mondo stesso. Non c’è nessuno tranne il mondo.

 

L’uomo crea il suo mondo. Non perché costruisce volontariamente qualcosa, ma perché tutto è una sua percezione.

 

A questo punto, anche il concetto di “percezione” risulta sbagliato. Perché non si tratta più di percepire qualcosa fuori di noi, ma siamo noi a costruire qualcosa. Quello che penso di percepire adesso è una mia creazione.
In realtà non è neanche così. Perché non sono io a creare questa percezione. Non c’è nessuna volontà nel farlo. Io non posso percepire il mondo in modo diverso da come lo percepisco. Io non scelgo le mie interpretazioni. Esse accadono. La costruzione si costruisce da sé. Anche le mie teorie e le mie credenze sono frutto di una costruzione che ho imparato a fare nella mia vita attraverso tutte le mie esperienze necessarie. Il mondo accade.

 

Che cos’è il mondo? Il mondo sono io.

 

Ma anche questa è una mia interpretazione.