Un racconto sui sogni lucidi.


Una volta facevo questa pratica dei sogni lucidi.
I sogni lucidi sono quando tu stai sognando e acquisisci la coscienza di essere in un sogno. E puoi fare quello che ti pare.
Io avevo una tecnica che mi permetteva di fare sogni lucidi ogni notte.
Praticamente era come non dormire mai.
Ogni notte andavo a letto e mi risvegliavo nel sogno.

All’interno del sogno facevo esperimenti.
Un giorno, appena mi risvegliai nel sogno, decisi che volevo controllare se la percezione della realtà era come quella che abbiamo da svegli. Cioè se nel sogno le cose mi apparivano vere come quando ero sveglio.

Iniziai a guardarmi intorno. Accanto a me c’era questo muro ruvido e azzurro e questo comò di legno massiccio marrone. Davanti a me c’era un tizio che indossava un’armatura medievale di metallo. Metallo vero. Fuori dalla finestra il cielo era un cielo vero, con nuvole vere, un campo di terra ed erba vere, mossa da un vento vero. Il sogno era reale quanto la veglia.

Il sogno è reale quanto la veglia. Siamo noi che abbiamo dei ricordi nebbiosi e vaghi di esso, perché appunto sono ricordi.
Ma il vero problema non è se il sogno è reale.

Al risveglio, la realtà non era più reale. Cioè era reale tanto quanto il sogno. Non credevo più nelle cose che mi circondavano.
Questo mondo non è reale.
La realtà è un sogno.

Ecco perché vi atturro la minchia con queste strane cose spirituali.
Perché io in testa ho miliardi di pensieri che cambiano continuamente, ma da quella mattina ce n’è uno che non se n’è mai andato.: “Come mi sveglio?”

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Svegliami

Un giorno nacque un uomo.

A due anni imparò ad andare in bagno da solo.

Ogni mattina andava in bagno, poi in cucina dove la mamma gli preparava la colazione.

A sei anni la mamma gli insegnò a farsi il latte da solo.

Ogni mattina andava in bagno, entrava in cucina, si preparava il latte con i biscotti e andava a scuola. Poi tornava a casa, pranzava con mamma e papà in cucina e andava a studiare in camera da letto. Poi cenava in cucina e il papà lo accompagnava a letto leggendogli una storia.

A 19 anni affittò una casa nella grande città universitaria.

La mattina andava in bagno, in cucina per la colazione, in camera da letto o all’università per studiare, in cucina per il pranzo, in camera da letto a studiare, in cucina per la cena e in camera da letto per dormire.

Ogni tanto usciva con gli amici con cui mangiava, beveva o fumava, in una cucina o in un locale. Oppure conosceva una ragazza con cui mangiava, beveva o fumava, in una cucina o in un locale, oppure faceva l’amore, in una camera da letto.

Ma di solito stava nella sua cucina, o nel bagno, o nella sua camera da letto.

A 24 anni si laureò e trovò lavoro, poi un altro e poi un altro con cui si sistemò. Era il lavoro dei suoi sogni.

Si svegliava, bagno, cucina, lavoro, cucina o ristorante, lavoro, cucina o ristorante, camera da letto.

Si sposò. Ed ebbe dei figli.
Sempre tra il bagno, la cucina o un locale, e la camera da letto.

Andò in pensione.
Bagno, cucina, camera da letto.

Un giorno desiderò che esistesse un luogo diverso dal bagno, o dalla cucina o dalla camera da letto. Una dimensione diversa, al di là del semplice mangiare, bere, andare in bagno, fare l’amore, dormire.
E chiuse gli occhi.

Un giorno nacque un uomo che desiderava risvegliarsi da questo sogno.

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SBADIGLIA ALLA VITA

Ci sono due tipi di persone:

1) Quelli che sin da piccoli vanno a messa, studiano, poi si laureano, comprano casa, si sposano, hanno figli, e cercano, ogni volta, in ognuna di queste cose, la felicità. Come un traguardo. Poi magari quando fanno i figli, che per Schopenhauer dovrebbe essere lo scopo della loro esistenza animale, visto che non c’è più niente da fare, pensano al potere, a candidarsi per qualcosa, a fare qualcosa per la società, qualcosa che li faccia sentire bene ai propri occhi e agli occhi degli altri. E aggiungono attività su attività. Aggiungiamo impegni su impegni. Altrimenti, se ti rimane un buco libero, finisci per pensare alla mancanza di senso di tutto questo accumulare di successi che alla fine si riassume soltanto in un continuo tentativo di distrazione dal fatto che stai per morire. Che lascerai tutto ciò. Tutti gli affetti e tutte le proprietà, e tutti gli onori e tutta la conoscenza. Ma questa categoria di persone è molto brava ad evitare di ascoltare questa verità. Non lo fanno apposta. Sono fatti così. Tra i vostri parenti ne trovate centinaia. Come mio padre, che quando gli faccio notare delle cose che lo costringerebbero a fare i conti con se stesso, cambia discorso in cento modi. E’ capace di uscire di casa all’improvviso pur di non affrontare tante questioni.

2) Poi ci sono quelli che invece, grazie a delle cose che sono loro accadute nella vita e che li hanno costretti ad aprire un po’ gli occhi, si accorgono che tutto questo è inutile. Che c’è qualcosa di più vero di tutto ciò. Che vedono come tutta questa distrazione continua non sia per nulla diversa da un sogno in cui una marionetta con una personalità e un ruolo fa le sue azioni. E siccome si accorgono, anche inconsciamente, che è proprio un sogno, si vogliono risvegliare. E pensano che risvegliarsi sia molto più importante di tutte quelle attività, molte delle quali bellissime. E allora, siccome forse il risveglio non coincide con la morte, questa gente usa tutte quelle attività allo scopo di sopravvivere in questa realtà nel frattempo che trovano il modo di risvegliarsi. Il piacere è necessario all’essere umano. Cibo, sesso, famiglia, e altri piaceri più o meno essenziali diventano uno strumento per dare a questo pupazzo quello che è necessario per farlo vivere bene e godere anche, mentre cercano il risveglio.

Ora, tu sicuramente penserai di far parte della seconda categoria. Ma purtroppo il 99% delle persone fa parte della prima categoria.
Quindi penserai di far parte dell’1%. Purtroppo il 99% di quelli che pensano di far parte dell’1% fa sempre parte della prima categoria.
E così via.
Ma puoi sempre provare a diventare presidente del consiglio. Anche a 81 anni.

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