La stronza del cuore.

Poporoya Sushi Bar, Milano.
Davide: “Tua madre adesso vuole più bene al tuo ragazzo che a me.”
Carmelina: “Non è vero.”
Davide: “Al buffet del matrimonio gli andava a prendere gli antipasti. Appena vi lasciate ti lascio sola pure io, poi la chiamo e le dico: ‘Guarda com’è sola tua figlia. Così impari.'”

Giardini di via Palestro, Milano.
Carmelina: “Ma l’acqua che esce da questi cosi si può bere?”
Davide: “Certo, è come quella che esce dal rubinetto.”
Carmelina: “Aspetta che riempio la bottiglia.”

Davide: “Cosa…”
Splash!
Splash!
Splash!
Davide: “Testa di cazzo! Non c’è più il sole, ora non si asciuga più.”
Carmelina: “Gne gne gne gne. E comunque mi dovevo ancora vendicare per il secchio con l’acqua sporca.”

Porta Venezia, Milano.
Davide: “Mi sa che fai prima a prendere la metro.”
Carmelina: “Certo.”
Davide: “Ho un biglietto, tieni.”
Carmelina: “Ho l’abbonamento. Dammi un bacetto che scendo da qui.”
Davide: “Ok, ciao.”
Carmelina: “La maglietta è ancora bagnata.”
Davide: “Figlia di buttana.”

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