Davide Pazienza

Finalmente a Milano.
Dopo un’estate tra quello che non paga l’affitto, quello che si prende 250 euro per sminchiarti il computer invece di aggiustartelo, Dio che ti rompe un menisco. Finalmente a Milano.
E finalmente a letto.

Poggio le stampelle tra il muro e la sedia. Spengo il cellulare e lo metto sopra il comodino. Mi svesto. Piano piano mi stendo. E prima della tregua quotidiana faccio le ultime azioni. Srotolo il carica batterie che avevo lasciato sul comodino prima di andare in Sicilia. Lo attacco alla presa, lo attacco al telefono. E…

Non si accende la lucina.

Ok, tranquillo, sistemiamo l’ingresso del cavo al cellulare. Niente.
Mi giro per attaccare meglio l’usb all’alimentatore. Guardo il cellulare. Niente lucina.
Accendo il cellulare. Niente lucina.
Spengo il cellulare. Niente lucina.

Cazzo! E’ anche il caricatore buono comprato in aeroporto un milione di euro! Fatto apposta per il Huawei!
Caricatore di merda. Huawei di merda. Aziende di merda. Che mondo di merda.

In quel momento potresti spaccare il carica batterie, scrivere un post contro i cinesi, mettere un like alla pagina di Salvini.
Oppure puoi aspettare un attimo.
Leggere il Moby Dick che hai sul comodino.
Dopo, staccare il caricabatterie rotto per sostituirlo. E accorgerti che lo avevi inserito nella spina tripla a metà. Metà dentro il buco di sotto e l’altra metà fuori, in aria.

Quando un frutto è acerbo, quando il pacco di Amazon non è ancora arrivato, quando hai una discussione con la tua nuova ragazza: aspetta un attimo.




Please follow and like us: